Attraversando la Via Francigena: Sarzana

Sarzana è citata in un diploma dell’imperatore Ottone I datato 963 d.C.. Il testo riconosce al Vescovo di Luni il possesso del Castrum Sarzanae, situato nei pressi della Fortezza di Sarzanello. Per la sua posizione strategica, il borgo, doveva avere funzione di controllo sulle strade di fondovalle, in corrispondenza dell’incrocio tra la Via Aurelia e la strada verso Parma e Piacenza. Infatti proprio negli anni successivi, presumibilmente intorno al 1000, venne a formarsi più a valle, il vero e proprio nucleo abitato di Sarzana.

I reperti archeologici rinvenuti evidenziano come Sarzana fosse abitata fin dall’epoca neolitica. La fine della vicina Luni, cantata da Dante Alighieri nel Paradiso, fu uno dei motivi della crescita di Sarzana. Le mutate condizioni geografiche con il mare notevolmente ritirato, avevano infatti segnato la fine del porto lunense. Anche la strada che passava per Luni  andò in disuso e venne sostituita con una nuova più a monte. Per tali motivi la gente di Luni preferiva trasferirsi nel nuovo vicino borgo di Sarzana, in rapidissima espansione.

Papa Innocenzo III nel 1203-1204 decretò così il passaggio della sede vescovile da Luni, ormai disabitata, a Sarzana. Ebbe grande importanza nel corso del secolo XIII, tanto che intorno a Sarzana scoppiò il conflitto di Lunigiana che contrappose per decenni i Malaspina ai Vescovi-Conti di Luni. Proprio per siglare la pace il 6 ottobre 1306 giunse a Sarzana Dante Alighieri, nella veste di procuratore dei Malaspina. Nel 1316 il vescovo Gherardino Malaspina, nominò visconte della diocesi lunense Castruccio Castracani, il quale dominò la città fino alla sua morte nel 1328. Sarzana tornò poi sotto la dominazione della Repubblica genovese e, successivamente, dei Medici che assediarono, nella cosiddetta “guerra di Serrezzana”, la città nel 1487.

Il controllo della zona tornò successivamente in mani genovesi e vi rimase fino alla conquista di Napoleone Bonaparte. Con il Congresso di Vienna, il suo territorio venne incluso nel Regno di Sardegna e dal 1861 fece parte del Regno d’Italia. Durante il Risorgimento partecipò attivamente alle lotte per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia. Da ricordare, nella storia di Sarzana, la data del 21 luglio 1921, che vide la città insorgere contro le violenze fasciste; piegata ma non vinta, Sarzana rinnovò l’impegno antifascista nella lotta di Liberazione.

Per quanto riguarda la Via Francigena, Sarzana fu protagonista di grandi flussi di pellegrinaggio che nel corso dei secoli percorrevano la zona, favorendo pesantemente il suo sviluppo sia culturale che artistico, condizionati dal passaggio dei viandanti nei percorsi scelti dai cristiani. Incrocio poi di grandi direttrici,  la città poteva essere raggiunta sia dal Monte Bardone (l’attuale Passo della Cisa), sia attraverso le “terre alte”, percorrendo, dopo Aulla, la strada che saliva a Bibola per poi scendere in direzione della città lungo il torrente Amola. Lo “snodo” in direzione di Santiago de Compostela poi si trovava nei pressi di Santo Stefano Magra (a metà strada tra Aulla e Sarzana), dove la Francigena, proveniente dal Monte Bardone, convergeva nella via consolare Aurelia, che risaliva la valle del Vara verso il passo del Bracco, in direzione Genova. In questo senso si può dire senza dubbio alcuno che sia Sarzana che la valle del Magra sono certamente figlie di Luni, ma in larga misura anche debitrici della loro crescita e del loro affermarsi all’itinerario della Via Francigena.