Attraversando la Via Francigena: San Miniato

San miniato sorge a circa venti miglia dalle principali città della Toscana centrale: è a metà strada tra Firenze e Pisa, nonché a una distanza simile da Lucca e Pistoia.

La città nasce come insediamento etrusco per poi divenire colonia romana; nel territorio è stata infatti rinvenuta una necropoli risalente almeno al III secolo a.C. nonché sono state scoperte lapidi, bronzi, sculture in marmo e mosaici. I legionari di Augusto ne fecero centro militare, ma solo con l’invasione longobarda questa diventò borgo. Il primo nucleo della città odierna risale quindi al secolo VIII, quando, secondo un documento del 713 d.C., 17 longobardi edificarono una chiesa dedicata a Miniato, martire della fede.

Sotto le mura di San Miniato, presso l’antico Borgo San Genesio (che sorgeva precedentemente alla rocca storica, oggi non più visibile), ricordato da Sigerico di Canterbury, passa la Via Francigena; il borgo sarà comunque luogo sicuro per i pellegrini in quanto, per molto tempo, fu punto strategico nella politica regionale Toscana. La grande prosperità che il centro conobbe tra il X e il XIII sec. deriva proprio dal fatto che la città si trova nei pressi dell’attraversamento del fiume Arno nonché a ridosso della Via dei pellegrini. Di fatto San Miniato era snodo fondamentale per l’accesso alla Toscana più interna: attraverso le vie fluviali e i passaggi stradali.

La città per tutto il medioevo fu nota come San Miniato al Tedesco. Ottone I di Sassonia infatti, nel 962, ne farà uno dei principali centri imperiali, sede dei Vicari dell’imperatore. Vari regnanti e papi visitarono così la città. Federico I Barbarossa, ad esempio, vi soggiornò nel 1167 per tornarvi poi nel 1178. Vi si recarono tre Pontefici (Gregorio V, Eugenio IV e Clemente VII). Nel 1211 sul colle sanminiatese San Francesco d’Assisi vi fondò un importante convento.

Il borgo, per i legami con gli imperatori, di parte ghibellina, ottenne notevoli privilegi da Federico II. L’imperatore vi fece costruire la Rocca – dove probabilmente fu imprigionato Pier delle Vigne – nonché varie fortificazioni. Nel XII sec. la città si rese lentamente indipendente. Col declino di Pisa, alla quale da sempre era legata, San Miniato si legò ai destini di Carlo d’Angiò. Una ribellione nel 1291 legò poi la città alla parte guelfa fino a quando non entrò a far parte compiutamente della Repubblica Fiorentina. Nel 1370 e nel 1396 la città visse altre ribellioni subendo di conseguenza due assedi da parte degli eserciti gigliati. Anche Carlo V nel 1530 attaccò la città, conquistandola, ma ben presto questa fu ripresa dalla Repubblica Fiorentina.

Nel 1620 Maria Maddalena d’Austria, moglie di Cosimo II, ne fece città autonoma e sede vescovile. Anche Napoleone Bonaparte venne a visitare San Miniato; nel 1796, diretto a Roma con le sue truppe, vi sostò in visita allo zio, Filippo Bonaparte, con il quale esaminò diversi documenti inerenti l’origine della sua famiglia.

Alla fine dell’Ottocento San Miniato prende una forma definitiva. Nel 1925 viene assegnato alla provincia di Pisa, tornando sotto l’area d’influenza dell’antica Repubblica Marinara.

Nella II guerra mondiale l’esercito tedesco minerà e farà saltare la rocca di Federico II e buona parte dei quartieri del borgo antico. In quegli stessi anni una granata americana finirà all’interno del Duomo della città, causando la morte di 55 persone. Nel film “La notte di San Lorenzo”, i registi Paolo e Vittorio Taviani, di origini sanminiatesi, raccontano anche questo evento.