Attraversando la Via Francigena: Pietrasanta

Prende il suo nome dal podestà di Lucca, Guiscardo Pietrasanta, che la fondò nel 1255 avendovi concentrato i soldati a seguito della distruzione dei castelli di Corvaia e Vallecchia. È capoluogo storico della Versilia e centro per la lavorazione del marmo e del bronzo d’importanza internazionale. È meta di scultori provenienti da tutto il mondo.

Pietrasanta è considerata l’erede della fortezza di Montignoso (Castellum Aginulfi), fortificazione romana e poi longobarda che presidiava la tratta stradale che univa la città di Pisa con l’antica Luni. È nota anche per la sua istituzione ospedaliera (Le rationes decimarum) della fine del ‘200. La città è considerata il primo esempio d’urbanistica programmata di tutta la Toscana. Conobbe un certo sviluppa anche grazie all’approdo marittimo di Motrone che assunse una certa rilevanza nel XI secolo. Subito dopo la sua fondazione passò in mano ai pisani che ne tennero il controllo fino al 1267 e ne tornarono padroni dal 1312 al 1314. Il periodo di maggiore sviluppo fu sotto il governo di Castruccio Castracani, che nel 1324, fece costruire la cosiddetta “Rocchetta”. Dopo la morte di Castruccio Castracani la città fu assegnata alla vedova, ma in seguito fu consegnata ai genovesi insieme allo scalo del Motrone e a 150.000 ducati d’oro. Verso la metà del ‘300 fu parzialmente distrutta da un incendio e ricostruita grazie ai fiorentini che, in quel periodo, ne detenevano il controllo. Nel periodo fiorentino furono aperte le cave di marmo da Michelangelo Buonarroti, oltre che ad alcune miniere di ferro e a una prima bonifica delle campagne da parte di Cosimo de Medici (detto Il Canapone). Nel 1400 torno sotto Lucca per poi ritornare ai genovesi fino al 1484, quando fu nuovamente occupata dai fiorentini. Dieci anni dopo, Piero dei Medici, figlio di Lorenzo, consegnò questa terra al Re di Francia Carlo VIII che la fece riconsegnare ai lucchesi in cambio di 29.000 ducati. La città conobbe vari padroni fino a quando Papa Leone X, la assegnò definitivamente ai fiorentini. Nel tardo 1700 Pietro Leopoldo ne promosse una notevole espansione economica, terminando l’acquedotto e bonificando i terreni attorno alla cittadina, dando incentivi per la costruzione di alberghi, garantendo agevolazioni fiscali e di dogana. La stagnazione del luogo cominciò con l’arrivo nel 1799 dei francesi. Dopo la caduta dell’Impero Napoleonico e il ripristino degli antichi ordinamenti, lo sviluppo riprese e la città divenne importante centro economico e culturale legato soprattutto all’estrazione dei marmi delle Apuane. In memoria delle opere del granduca Leopoldo II sorse nella piazza del centro storico la statua a lui dedicata. Nel 1842 fu aperta la scuola per la lavorazione artistica del marmo (tutt’oggi attiva).

Il centro storico è sede di numerosi monumenti, tra i quali il Duomo di San Martino (XIII-XIV secolo) in stile romanico-gotico e la chiesa dedicata al culto di Sant’Agostino (sec. XIV), in stile romanico con annesso campanile in stile barocco. Nella piazza centrale rinomata è la Torre Civica o Torre delle Ore, in stile gotico. Degna di nota è la Rocchetta Arrighina. Presso Palazzo Moroni ha la propria sede il museo archeologico nelquale si trovano numerosi oggetti d’epoca etrusca. Curiosa è la rete di cunicoli sotterranei: opera difensiva e strategica che garantiva anche attraverso vari sentieri un rapido accesso alle mura di cinta e alla Rocca di Sala, dalla quale si può ammirare la piana versiliese da Viareggio a Forte dei Marmi sino addirittura a scorgere alcune isole dell’Arcipelago Toscano. Interessanti per importanza e stile sono anche la chiesa di San Francesco e l’oratorio di San Giacinto.

Fu città molto amata dal poeta Giosuè Carducci, che scrisse su di essa e che nacque nelle vicinanze.