Attraversando la Via Francigena: Massa

Si arriva a Massa seguendo la Via Aurelia. Sigerico passa a poca distanza da questa città che anticamente era solo un piccolo insediamento contadino. Di Massa si parla nell’882 d.C., “ubi dicitur Massa prope Frigido” dicono le antiche cronache. Da Massa passava il torrente Frigido, nei pressi del quale si snodava la via consolare romana che univa Pisa a Luni. Nel X sec. d.C. la città apparteneva al vescovo di Luni e nell’XI diverrà feudo dei Marchesi Ottolenghi che costruiscono quello che poi diverrà il Castello Malaspina, ancora oggi visibile e visitabile. La città, incastonata tra bellissime monntagne rocciose e scoscese, viene citata nella “Tabula Peuntingeriana”. In Piazza Arancine, occupa un intero lato il Palazzo ducale Cybo Malaspina sorto a partire dal 1500. Importanti sono il Salone degli Svizzeri e dalla Cappella Ducale, con i soffitti affrescati da Carlo Pellegrini, nonché bellissimi marmi (tipicissimi della zona). La cattedrale, forse l’opera più importante, è dedicata ai Santi Pietro e Francesco d’Assisi. Importantissima per le opere di altissimo pregio che conserva, originariamente fu Chiesa conventuale poi Jacopo Malaspina nel XV sec. volle renderla più sfarzosa arricchendola con una facciata in marmo bianco, più volte riaggiustata. Presso la cattedrale è conservato anche un crocifisso che si narra sia stato trovato nell’antico porto di Luni; una leggenda simile riguarda il Duomo di Lucca.

Alla periferia della città si trova S. Leonardo al Frigido, antico insediamento romano cresciuto in quanto al servizio (l’edificio pare sia stato un antico spedale) dei viandanti che transitavano lungo la strada che si dirigeva a Luni. Edificio in stile romanico formato da un unico vano, è stato ristrutturato nel dopoguerra; il portale originario, opera del Beduino, è stato asportato al Metropolitan Museum di New.York. Di notevole interesse storico ed architettonico sono inoltre le pievi medievali di S.Vitale a Mirteto e di S. Gimignano ad Antona.

Si racconta che il culto di San Leonardo, poco diffuso anticamente nella zona, vi sia stato portato da pellegrini che transitavano sulla Francigena. Si contano intorno alla città tre santuari, simbolo della religiosità diffusa coi pellegrinaggi: quello dedicato alla Beata Vergine dei Quercioli (1835), quello della Madonna degli Uliveti (dove si conserva una statua lignea di Jacopo della Quercia) e quello di Nostra Signora della Misericordia, costruito nella meta’ del 1600, su disegno di Raffaele Locci.