Attraversando la Via Francigena: Camaiore

La strada che proviene dal passo della Cisa entra nell’abitato di Camaiore, cinto di mura turrite realizzate dai lucchesi a metà del 1200. Nel XIII i decimari pontifici ricordano l’esistenza di uno Hospitale burgi de Camaiore e di una Canonica, Sanctae Marie de Burgo Campimaioris, l’attuale collegiata che sulla facciata in stile romanico reca un’iscrizione che ne attribuisce la nascita agli anni 1278-1285.

I neanderthaliani fecero, nella preistoria, campo per primi nella zona di Camaiore. I ritrovamenti di Grotta all’Onda, presso la frazione di Casoli, e della Buca del Tasso, presso la piccola frazione di Metato. Notevoli anche i reperti in rame rinvenuti nella zona, in particolare gli antichi pugnali oggi di proprietà del Museo Civico della città. Anche gli etruschi e i liguri occuparono la zona in un periodo che va dal VII al IV secolo a.C., questo in base ai reperti rinvenuti e alla necropoli dei Liguri Apuani rinvenuta nei pressi del Monte Gabberi in località Vado, nel comune de La Serra, vicino alla città principale.

I romani fecero di Camaiore una loro roccaforte, come è testimoniatio dal nome che deriva dal latino Campus maior, campo maggiore, antico nome della Colonia Lucensis che sorgeva in pianura. La città di Camaiore vede la sua fondazione all’incirca nel 190 a.C.. Qui i Romani, una volta fondata Lucca, decisero di edificare delle fortificazioni.

Saccheggiata e invasa da Goti e Bizantini nel periodo post imperiale, nel Medioevo la città crebbe grazie alla Via Francigena che da Lucca dirigeva al Passo della Cisa.

Nel 760 d.C. già era stato fondato il Monastero di San Pietro. I primi due documenti che citano questa Badia risalgono al tempo della dominazione longobarda. È credibile che essa sia sorta sotto il Ducato di Lucca, all’epoca capoluogo della Toscana. La fondazione dell’abbazia ad opera dei monaci benedettini risale almeno all’VIII sec. d.C.. Questa si sviluppò solo successivamente e crebbe col nuovo campanile, con l’arco, il cimitero e il monastero cinto da mura, per raggiungere la massima espansione nel XII sec.. Saccheggiata e incendiata, insieme all’abitato di Camaiore, sia nel 1315 ad opera di Castruccio Antelminelli che nel 1329 ad opera di Marco Visconti, nonostante tutto ha mantenuto una buona conservazione.

Altra testimonianza dell’importanza della realtà religiosa dei pellegrini è la Pieve che dal IX sec. d.C. sorge in zona collinare lungo la via Francigena. In stile romanico o romanico-lucchese, la sua giurisdizione comprendeva la vallata di Camaiore e oltre. All’interno troviamo un sarcofago marmoreo di origine romana, tomba, si legge, di Lucio Imbricio, cittadino romano.

Intorno al 1225 il Comune di Lucca cercando un accesso sicuro al Motrone di Pietrasanta, sferrò un attacco ai castelli della cittadina, alleati all’epoca ai pisani grazie ai signori feudali che l’avevano in precedenza conquistata. Divenuta così capoluogo lucchese, la città dovette subire altre dominazioni e nuove distruzioni. I lucchesi comunque ripreso sempre il controllo della città, edificando le mura merlate, alte 9 metri e dotate di 13 torrette, nel 1380 (oggi visibili, sebbene ridotte, solo per un piccolo tratto di 200 metri nella zona occidentale del paese). Lucca in questo periodo provvide anche alla riorganizzazione politica del territorio. Nonostante tutto i camaioresi subirono di nuovo un dominio non lucchese: nel 1440 preda di Francesco Sforza, sopportarono la dominazione dei Fiorentini, per tornare ai lucchesi 30 anni dopo.

Dopo alterne vicende, sottomessa a i francesi con Napoleone, solo nel 1847, la città passò a far parte del Granducato di Toscana sotto Leopoldo II, e nel 1860 al neonato Regno d’Italia.