Attraversando la Via Francigena: Aulla

Aulla con la sua abbazia fu feudo dei Malaspina e uno dei più antichi punti di sosta della Via Francigena. Nell’itinerario di Sigerico, rappresentava la XXX tappa, ed era definita Aguilla. Nel Medioevo la città crebbe notevolmente grazie alla Via dei pellegrini; già nell’884 d.C. venne scelta dal Marchese di Toscana Adalberto, figlio del Conte Bonifazio per fondarvi la badia, con annesso spedale, intitolata a S. Caprasio, di cui si conservarono le relique che costituiranno un motivo di attrazione religiosa per tutti i viandanti. Della primitiva abbazia si sono conservati solo alcuni elementi decorativi: la Chiesa venne infatti ricostruita nel 1070. Dotata di tre navate con pilastri rettangolari fu successivamente ammodernata. Solo nell’abside, coronata da un ricorso di profonde nicchie a fornice, sono ancora visibili i lombardeggianti caratteri protoromanici della costruzione dell’XI sec. d.C..

Aulla, che sorge intorno alla sua badia, è uno dei centri monastici più importanti della Lunigiana medioevale; il monastero in realtà ebbe un’origine laicale, infatti sarà ostinatamente ribelle ai vescovi di Luni, e contrasterà le loro mire espansionistiche nella Lunigiana interna. Gran parte delle vicende storiche di Aulla nel medioevo sono caratterizzate da queste lotte tra gli abati e i Vescovi-Conti di Luni. Per sedare queste rivalità più volte intervennero i pontefici romani, finché Onorio III nel 1217 non sottoporrà l’abbazia di Aulla all’episcopato lunense.

Mentre in Italia si costituiscono stati a dimensione regionale, sia Firenze che Genova che Milano, volendosi assicurare dei capisaldi sull’importante via Francigena, si contesero la cittadina. Aulla nel corso del quattrocento conoscerà il dominio della potente famiglia genovese dei Campofregoso, mentre Albiano e Caprigliola, nelle vicinanze, nel 1404 passeranno sotto il diritto dominio della Repubblica di Firenze, infine il feudo di Olivola, formalmente autonomo, per continuare la sua esistenza, dovette allearsi con i Visconti di Milano, vicari dell’imperatore in Italia.

Con l’età della riforma cattolica, le parrocchie, ormai istituite da secoli, furono il fulcro intorno a cui ruotava la religiosità popolare. I beni dell’abbazia di Aulla vennero così acquisiti dalla nobile famiglia genovese dei Centurione, che ebbe facoltà di nominare il vice abate, e gli altri sacerdoti. Ai Centurione si deve il completamento della fortezza della Brunella che sovrasta dal colle roccioso l’abitato.

La Via Francigena, che passa per Aulla, non sembra aver portato storicamente grandi benefici alla popolazione locale che viveva soprattutto di agricoltura. L’Aulla del 1500 era pertanto un borgo rurale. Le uniche attività degne di nota erano quelle commerciali e degli artigiani del luogo. Ad Aulla non vi saranno le condizioni perché si formi quel ceto nobiliare di origine cavalleresca, che aveva fatto fortuna al servizio delle principali corti italiane ed europee.