Attraversando la Via francigena: Acquapendente

Sorto, si ipotizza su un antico centro etrusco, sarà poi città romana che verrà in seguito distrutta dai Longobardi. Sviluppatasi intorno al XII secolo, occupava anticamente due piccole colline che sorgevano sul Rivo, un rio che calava a valle. Il borgo pare sia sorto attorno alla Chiesa di Santa Vittoria già nel IX sec.. Posizionato a ridosso della Via Francigena, nel 964 ospitò l’imperatore Ottone I. Ai piedi del colle si notava il tratto della Francigena che da Siena proseguiva verso Roma.

Si racconta che la città nel 1166, sotto il controllo del luogotenente dell’Imperatore Federico I Barbarossa, si sia ribellata distruggendo il castello da cui veniva esercitato il potere sulla valle; si narra che l’episodio scaturì da un messaggio divino, il miracolo riportato da due contadini che avevano assistito alla fioritura di un ciliegio secco; il segnale, interpretato come segno di benevolenza da parte della Santa Vergine, provocò il sommovimento di popolo. In ricordo di questo evento ogni anno si celebra la Festa del Pugnalone (mosaici di fiori e foglie preparati su tavola di legno) che si svolge la terza domenica di maggio. Distrutto il castello l’espansione urbanistica cominciò in basso, nella valle, a ridosso del torrente, ridisegnando così il tracciato dell’antica Via dei pellegrini (che prima passava dalla zona alta).

Matilde di Canossa, che tra l’XI e il XII secolo ne aveva ottenuto il controllo, quando morì nel 1115 cedette parte dei suoi beni alla Chiesa facendo rientrare anche Acquapendente al lascito spettante alla diocesi di Orvieto. La città di Orvieto si oppose spesso ad Acquapendente che pretendeva l’indipendenza in quanto centro economico di tutto rispetto, posto proprio al confine tra la ricca Toscana e lo Stato Pontificio. La città sopportò le frizioni tra impero e papato che, proprio in questo confine, ebbero parte importante. Con l’esilio dei papi ad Avignone, Acquapendente dovette subire la confusione di un periodo di lotte interne tra i vari potenti locali, questo fino al ritorno del Papa a Roma.

Dopo la prima metà del 1500 la città sarà meno autonoma rispetto al 1400; in questo periodo sorgerà il palazzo Vescovile e palazzo Viscontini. Acquapendente verrà prima saccheggiata dalle truppe di Odoardo Farnese; poi anche le truppe papali, che erano accorse per difendere il territorio, approfittarono per scorribande e ruberie. Nel 1644 con Papa Innocenzo X, Acquapendente fu sede vescovile.

Negli anni successivi alla rivoluzione francese, la città sarà repubblica autonoma – vi si tennero addirittura libere elezioni – fino al 1799, legata ai destini della Repubblica Romana. Acquapendente ebbe un nuovo sviluppo in pieno Ottocento, soprattutto con la nascita del Regno d’Italia.

Notevoli nel territorio la Torre medioevale Julia de Jacopo, la Porta delle antiche Mura e la Cattedrale del Santo Sepolcro, consacrata nel 1149 dal Vescovo Aldobrandino, poi sede vescovile nel 1400. Rinomata è la Chiesa, in origine gotica, dedicata a San Francesco (e precedentemente a Santa Maria). Gregorio XIII vi fece costruire il noto ponte sul fiume Paglia e gli Sforza l’omonimo Palazzo, entrambi del 1500. Notevole è anche la Rocca medioevale.